ALICE DI PIETRO

ALICE DI PIETRO

a cura dei Gruppi Roma 16 e Roma 53

 

Alice Di Pietro, Gruppo Roma 16

 “Era come se Alice sapesse che la sua vita stava per arrivare alla svolta dell’eternità. In quelle due settimane ha fatto una cosa che molto raramente le capitava di fare: ha sistemato la camera, buttando via tutto ciò che non le serviva e sistemando ciò a cui teneva in una ‘scatola dei ricordi’, pronta, come diceva lei stessa, per quando si sarebbe sposata e avrebbe cambiato casa. Ma era proprio come se sapesse che la sua seconda casa l’avrebbe condivisa con l’Unico che la ama più di chiunque altro.” (Arianna, sorella, Capo Cerchio del Rm 16)

Alice è nata il 22 dicembre 1989 a Roma. È cresciuta in un piccolo quartiere di periferia in una famiglia che le ha trasmesso la fede sin da bambina. Nel 1998 è entrata nel gruppo scout Roma 16, seguendo le sue compagne di classe.

Ricordo ancora come quegli occhioni azzurri mi guardavano durante le attività, sempre pronti a catturare ogni istante, ogni parola, ogni passaggio, sempre in attesa di risposte alle tante instancabili domande, come per riempire un enorme recipiente da poter un domani svuotare.” (Martina, la sua Capo Cerchio)

In Riparto è diventata presto Capo Sq. delle Aquile, guidando sempre le sue squadrigliere con entusiasmo e amore.

“Alice metteva affetto, passione, emozione in tutto quello che faceva. Con il suo sorriso illuminava il volto di tutti coloro che entravano in contatto con lei. Ho sempre pensato che l’unica cosa che muove il mondo è l’amore. Alice era Amore. Alice ha mosso il mondo.” (Alessandra, la sua Capo Riparto)

A 17 anni è entrata a far parte dell’Interfuoco Madonna della Neve con il Rm 53.

“Era una brava ragazza, ma non era perfetta. Ha vissuto cercando la santità – forse senza esserne sempre pienamente cosciente – e questo ha fatto la differenza”. (Simona, la sua Aiuto Capo Fuoco)

Nel 2008 ha partecipato al 1° Tempo Coccinelle a Soriano, dove ha stretto legami forti con alcune sorelle della sestiglia.

“La distanza fortifica i sentimenti veri e sinceri, e così è stato per due delfini tanto affini”. (Alessia, Catania 1)

Negli anni di Fuoco Alice ha sempre cercato di capire chi era e dove voleva andare, ha scelto di vivere esperienze uniche di servizio per condividere le sue doti più grandi, ma si è anche impegnata ad accrescere la sua formazione personale per comprendere quali erano i suoi limiti e come superarli. Alcune esperienze hanno colpito il suo cuore più di altre e sono state: il servizio a San Pio delle Camere, in seguito al terremoto dell’Abruzzo del 2009, e il Cammino di Pasqua a Varese.

Cara Alice, tu sei venuta qui per farci sorridere quando eravamo spaventati. Ci hai aiutato, ci hai fatto divertire con il tuo affetto e con la tua simpatia. Rimarrai sempre nel mio cuore, anche se adesso sei lassù.” (un bambino della Scuola di San Pio delle Camere)

Il percorso in Fuoco si è concluso alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid nel 2011, dove, dopo essersi a lungo interrogata sul vero senso del servizio, ha preso la Partenza.

Mi ero sempre chiesta il perché del Vendi tutti i tuoi averi e seguimi… Quel giorno, quella persona mi ha fatto capire che Gesù non mi chiede di lasciare tutto così, senza motivo, ma di vendere tutto per avere i soldi e comprare qualcosa di più grande e più bello. E in quel momento mi è stato chiaro il perché della Partenza” (Alice, riflessioni sulla Partenza)

Intanto, l’anno prima, le era stato affidato l’incarico di Capo Cerchio del Rm 16. “Implorerai aiuto ed egli dirà «Eccomi» (Is 58, 9) Eccomi, giusto ieri ne parlavamo al Cerchio! L’Eccomi che in tanti hanno pronunciato e che io quotidianamente chiedo di pronunciare alle mie Coccinelle. Ed io, quanto sono disposta a dire Eccomi, a mettermi al Servizio del Prossimo, e di Dio, incondizionatamente? Io, che non riesco a dire sì neanche per le cose più stupide, io che ho sempre giustificazioni da cercarmi, scuse da trovare e da propinare a tutti, come faccio a dire il mio Eccomi a Dio? Eppure Lui è lì ed oggi mi sta dicendo che è pronto a pronunciare il suo eccomi nei miei confronti, basta solo che io gridi!

[…] Aiutami ad offrirti le mie paure, i mille dubbi che mi affliggono, affinché possa sentire il Tuo Eccomi, capire che mi sei vicino, e che con Te dalla mia parte posso tutto! UMILTÀ ED APERTURA A TE E AL PROSSIMO, questi sono i doni di cui credo di aver bisogno.” (Alice, scrutatio del II comandamento)

Dopo la Partenza ha continuato il suo percorso di fede attraverso le catechesi sui 10 comandamenti di Don Fabio Rosini, trascinando con sé i suoi amici e fratelli scout. Questo percorso le è servito per trovare la risposta che aveva iniziato a cercare nella preparazione alla Partenza.

“Era come se lo sapesse perché nella scrutatio di due settimane prima aveva deciso che il Signore avrebbe ascoltato la sua domanda e le avrebbe rivelato quel pezzo che le mancava. E infatti fu così: ‘Finalmente l’ho trovata!’ mi diceva e poi aggiungeva ‘Beh?! Sei invidiosa?!’, rispondendo al mio sguardo interrogativo e al tempo stesso colpito dalla gioia che brillava nei suoi occhi, mentre mi dava la Bibbia perché le dettassi quella risposta che tanto aveva cercato.” (Arianna)

 “In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!”

(At 20,35) … Ed eccola, è arrivata, finalmente, la risposta a tutti i miei dubbi, quella che ho sempre cercato, quella che chiude, finalmente, questo cerchio rimasto troppo a lungo aperto.

L’Abruzzo, la preparazione alla Partenza, le Coccinelle.. Tutto in qualche modo mi spingeva verso questa grande verità, e forse è ora di farla mia! Il SERVIZIO come stile di vita, è di questo che ho bisogno, per star bene io e far star bene gli altri!”

“Io vivo e voi vivrete” (Gv 14,19) mi dice oggi il Signore con questa Scrutatio! E forse è solo così che posso vivere la mia vita davvero, appieno, per poter benedire ogni singolo giorno, ogni istante! Vivere una vita intensa e degna di essere chiamata tale, nella quale non ho nulla di cui vergognarmi e tutto di cui gioire! Vivere una vita senza timore del giudizio o delle parole degli altri, senza aver bisogno di nascondermi e di censurarmi, perché se le persone che ho intorno mi vogliono bene, mi amano per quella che sono, non per quella che fingo di essere. Vivere una vita senza accidia, senza pigrizia e senza tristezza, per poter annunciare al mondo che la mia GIOIA è finalmente PIENA!” (Alice, scrutatio del III comandamento)

Alice è nata in cielo il 9 marzo 2012 a 22 anni, a seguito di un incidente stradale, appena un paio di settimane dopo quella risposta tanto attesa.

Con Alice ho sperimentato la bellezza di condividere il servizio, io ero Akela e lei Capo Cerchio, passavamo molto tempo a confrontarci su quanta gioia mettere nelle attività che proponevamo ai nostri aiuti e poi ai nostri bambini, ne uscivano delle chiacchierate bellissime che ci arricchivano e stimolavano entrambi.
Già dal giorno della sua nascita in cielo è stato chiaro che uno dei semi lasciati da Alice  era proprio quello di condividere il nostro servizio ed il nostro essere scout per non limitare le nostre azioni al fare, ma scoprire quanta bellezza c’è nel donarsi.”
(Simone, amico, VCG Rm 53)Fin da subito tutti noi abbiamo sentito la presenza del Signore molto vicina. Ci siamo sentiti una Famiglia, Alice ci ha messi l’uno accanto all’altra come fratelli e sorelle.

“La domenica successiva alla sua nascita in cielo ci siamo ritrovati con alcuni capi del gruppo scout Roma 53 e Roma 16 davanti a Gesù per una eucarestia speciale; ringraziavamo Dio per qualcosa che stava compiendo, per un’unione che stava cementando Lui attraverso Alice. Da quella sera si è forgiata un’amicizia tra due gruppi di persone che condividevano lo stesso stile di vita, ma che,  da quel giorno, condividono anche gioie e dolori proprio come una vera e grande famiglia.” (Simone)

Il dolore è stato grande, ma in nessun momento ci siamo sentiti abbandonati dal Signore: dalla preparazione del funerale alle prove dei canti, dalle veglie di preghiera al giorno del funerale stesso…

“E forse ALICE lo sapeva meglio di noi… lei che CERCAVA e AMAVA il Signore con il suo cuore schietto e limpido… DIRETTO!…quando scrisse sul suo libretto le parole che abbiamo ascoltato e che gli avevano svelato il senso della sua vita: «C’È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE», (… la bellezza del servizio come stile…), e lì accanto quelle parole quasi profetiche, segnate in stampatello, «IO VIVO E VOI VIVRETE!!!!!!!!!» e in questo Alice ha fatto proprio centro!!

Lei che amava la vita aveva scoperto che la vita aveva a che fare con Lui, che il senso della vita aveva a che fare con Lui, che TUTTO CIÒ CHE AVEVA PROFUMO DI VITA AVEVA PROFUMO DI DIO! E aveva cercato sempre per sé cose belle, cose vive, e non se le era lasciate scappare, MAI! Aveva desiderato che la sua vita fosse intessuta di cose belle, che il suo abito fosse intessuto di fili d’oro e di gemme preziose! PER QUESTO LA SUA MORTE C’INTERPELLA E CI PARLA DI VITA!!!

E quello che ci stupisce è che Alice la sua vita ha cercato di VIVERLA TUTTA e di VIVERLA BENE! Non si voleva far lasciar scappare niente, VOLEVA CHE LA SUA VITA FOSSE BELLA E PREZIOSA!!! Se c’è una cosa certa è che lei, oggi, guardandoti con il suo cuore traboccante di gioia e i suoi occhi ancora più belli e luminosi, vuole il meglio per te!.. Vorrebbe che anche la tua vita fosse una “vita” “piena di vita”, una vita bella, adorna di cose belle. Che anche il tuo fosse un vestito rifinito, come il suo, perché anche il tuo cuore, come il suo, nel giorno del passaggio… incontrando il tuo Signore… possa traboccare di gioia…” (Frate Andrea Cova, il suo padre spirituale, Assistente Nazionale Scolte, dall’Omelia del giorno del Grande Saluto)

La Grazia di Dio ci ha accompagnati per mesi fino a trasformare il nostro lutto in una danza.

“Essere Scout per Alice era una scelta di vita, una scelta che ha riempito la sua vita, una scelta che ha sempre vissuto con stile ed impegno al massimo, suscitando sempre rispetto ed ammirazione anche da chi non lo condivideva.
Per questo quando penso al 9 marzo del 2012 penso alla sua seconda “Partenza”, dopo quella fortemente desiderata e vissuta alla GMG di Madrid.
Il suo entusiasmo nel preparare le attività, nel raccontare le esperienze delle uscite, nel riempire la pagina facebook  di racconti e ricordi di uscite e dei momenti forti della sua vita scout, non potevano lasciare indifferente… ti ritrovavi inevitabilmente a chiederti cosa ci fosse in quel mondo dietro quella buffa uniforme.
Quando il capogruppo del RM53 ci chiese di entrare a far parte della comunità RS e di fare un anno di formazione per vedere se ci poteva interessare diventare scout, non abbiamo avuto la minima esitazione.
Sicuramente mi è sembrato un modo per stare ancora vicino ad Alice… entrare nel suo mondo… quel mondo così grande che ci ha sorpresi ed impressionati il giorno del funerale.
Ma è stato anche naturale dire di sì alla grande comunità scout, che nel momento più difficile della nostra vita ci è stata vicina nel modo che solo gli scout sanno vivere… senza proclami e parole inutili, con la presenza attiva, facendo tutto quello che potevano per non farci sentire soli, per sostenerci nella quotidianità… ci hanno praticamente spinti a camminare quando non sentivamo di averne la forza.
Così ci siamo ritrovati a passare le domeniche facendo simulazioni di attività di lupetti, coccinelle, guide ed esploratori… fino a pronunciare la nostra Promessa la sera di Pentecoste, sotto un cielo pieno di stelle e dopo una veglia in cui ho sentito Alice ancora più presente.
Poi sono iniziate le attività nelle unità, le uscite con gli esploratori, il san Giorgio, il noviziato…. Ed ogni volta tornavo… torno a casa sentendomi un gradino di più vicino ad Alice, a quel suo mondo che da padre intuivo, ammiravo, senza comprenderlo pienamente… ogni volta mi sento un po’ più “fratello” di mia figlia.”
(Francesco, papà, Maestro dei Novizi del Rm 53)

La bellezza di Alice: i ricordi della Capo Fuoco

“Vi assicuro che i suoi dubbi sono stati simili ai vostri dubbi, le sue paure simili alle vostre paure, i suoi “blocchi” simili ai vostri “blocchi”…

L’amore, l’entusiasmo per” l’uniforme” ha alimentato in lei la voglia di proseguire, di cercare la risposta lungo quella strada tortuosa.. che più si va avanti e più si fa in salita.

Ha scelto di COMBATTERE, di non tirarsi indietro ed affrontare quelle paure, quei dubbi, quei blocchi che trascinano a valle, con cui tutte noi giornalmente ci scontriamo.

Semplicemente… attraverso il suo Essere Scout, ha ACCOLTO..  tutti i strumenti che lo scoutismo le ha offerto. Si è FIDATA.. delle persone che il Signore le ha messo davanti…

si è AFFIDATA a Lui…

così facendo ha scoperto le sue Armi per svelare la Verità!

 Lo stile: forse la scolta più “stilosa” del nostro fuoco.

Sempre attenta ai particolari, mai trasandata nel portare l’uniforme..

Mi chiederete.. ma che c’entra, cosa importa di come portava l’uniforme? Non è poi così fondamentale che sia in perfetto stile.. in fondo è solo apparenza..

Solo apparenza o lo specchio della bellezza che porti con te?

Ecco, la motivazione è che l’importanza di quell’aspetto che sembrerebbe solo esterno in realtà è lo specchio concreto di quello che sono.. di quello che faccio.

E se ciò che faccio è per me una cosa bella, è per me importante, allora la rendo bella e curata sotto i miei occhi e gli occhi di chi mi guarda!

Così lo Stile diventa il rispetto per un ideale, per un movimento, per uno stile di vita, per una Chiamata.

Sobria, essenziale, piena di sostanza vuota di apparenza, concreta, come concreta è la bellezza di quel che facciamo con indosso l’uniforme.

LA GRATITUDINE: A chi Ali non ha mai detto GRAZIE..? duemila “grazie” uscivano dalla sua bocca.. ringraziava in continuazione ogni volta che riceveva qualcosa. Grazie a Tutti!

Dite che è educazione? Può darsi di si, ma più probabilmente una piena coscienza che nulla ti è dovuto… che non è scontato che tu possa mangiare, non è scontato che tua madre ti possa accompagnare dove ti serve, che le coccinelle vengano la domenica mattina, che la tua capo prepari per te un attività ..e cosi via.. nulla è dovuto..

Vivere la vita, la giornata nella consapevolezza che le cose che sono attorno a te, che accadono intorno a te sono un DONO, un REGALO che viene dall’Amore di Dio, o dall’amore dell’Altro che passa sempre attraverso Dio.

 IL SORRISO: Delfino Solare.. sorriso sempre sulle labbra, sorriso espressione di gioia, di un cuore pacificato interiormente…

Si ma dove trovarla la gioia, come incontrarla?

Nell’amore! L’innamorato è felicissimo sempre.. sprizza gioia e sorrisi a tutto il mondo!

.. ma questo succede solo nel momento in cui mi trovo uno da amare???

Ma proprio no.. la nostra vita è tutta una scia di amore da i tuoi genitori, sorelle, amici, capi… noi tutti siamo amati in continuazione!

Questi sono amori espressione dell’Amore più grande di tutti, quello con l’A maiuscola. L’Amore di Dio. Amata da Dio..  questo per lei era una CERTEZZA!

 LA COMUNITA’: la Comunità, la comunione. Quanto spesso l’abbiamo ricercata all’interno del nostro fuoco.. quante difficoltà si sono sentite negli anni ed Ali se la prendeva veramente a cuore.

Non riusciva a capire come si potesse non essere unite, Sorelle.

Voleva la comunità per quello che deve essere: l’apertura verso l’altro, la caduta delle barriere, delle costruzioni finte di me stessa al fine di aprire le porte del cuore con sincerità alla sorella che cammina con me.

..la risorsa che ti tira fuori dalla solitudine più profonda.

..il primo passo del Servire.

..la salvezza di vita insieme..

Percepiva questo ma non riusciva a viverlo, nella nostra comunità piena di incomprensioni..

 Questi sono i semi di una Strada percorsa insieme..”

(Fabiana, la sua Capo Fuoco, CG Roma 53)

libretto Alice

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