Una mostra per i Gruppi – vai nell’area riservata

Una mostra per i Gruppi – vai nell’area riservata

Per i Gruppi che volessero organizzare un momento celebrativo dei 100 anni di fondazione dell’ASCI, dei 60 anni di fondazione della FSE e dei 40 anni di fondazione della nostra Associazione, sono stati predisposti una serie di pannelli sui quali è narrata, attraverso scritti e immagini la storia dell’ASCI, quella della FSE e quella della nostra Associazione. I pannelli sono costituiti da fogli A3 in formato pdf a colori, che i Gruppi potranno stampare e con i quali potranno allestire (in sede, in parrocchia, o altrove) una mostra su questi tre anniversari. E’ stato anche predisposto un gioco di memoria, collegato alla mostra,  per i ragazzi. I files in formato pdf potranno essere scaricati nell’area riservata del sito del Centro Studi I pannelli riguardanti l’ASCI e la FSE sono stati realizzati da Attilio Grieco, i pannelli riguardanti la storia Associativa riprendono il lavoro fatto da Luciano Furlanetto in occasione del trentennale con l’aggiornamento degli ultimi dieci anni realizzato a cura di Matteo Rampulla coadiuvato da Silvia...
Brownsea

Brownsea

di Attilio Grieco ——– Una sperimentazione L’idea di un movimento educativo per i ragazzi non fu un lampo di genio o una intuizione improvvisa ma Robert Baden Powell (B.P.) la maturò poco a poco, arrivando ad essa dopo studi, letture, riflessioni e incontri con esperti interessati all’educazione delle giovani generazioni. Una volta definite le sue idee, B.P. ne parlò con chi avrebbe potuto aiutarlo a realizzare il suo progetto e, tramite amici comuni, arrivò all’editore Cyril Arthur Pearson, un filantropo ma anche un concreto uomo d’affari. Questi intuì la possibilità di avviare un’iniziativa utile per i ragazzi e anche un interessante affare economico per lui come editore. Pearson promise di pubblicare un manuale, che B.P. avrebbe scritto, suddiviso in fascicoli quindicinali da vendere nelle edicole dei giornali, e poi una rivista settimanale per continuare a mantenere i contatti con i ragazzi anche in seguito. Mise inoltre a disposizione di B.P. 1.000 sterline (circa 75.000 Euro attuali), un ufficio a Londra con alcuni dipendenti e finanziò anche un ampio giro di conferenze, che B.P. fece in numerose città della Gran Bretagna per propagandare lo Scautismo. Per decenni, poi, Pearson è stato l’editore di “Scouting for boys”, di molti libri di B.P. (che in tutta la sua vita ne scrisse una cinquantina) e di numerosissimi manuali scout inglesi. Però, prima di lanciare pubblicamente le sue idee, B.P. volle sperimentarle concretamente. Aveva, ad esempio, osservato che i ragazzi hanno la tendenza a riunirsi in piccoli gruppi ed aveva quindi ideato la Squadriglia Scout. Ma, come confessò poi lui stesso, non sapeva se, messi alla prova, i ragazzi avrebbero effettivamente obbedito al Capo...
Le sfide dell’educazione nella postmodernità

Le sfide dell’educazione nella postmodernità

Pierfrancesco Azzi «Non esiste pedagogia senza antropologia. Come possiamo educare la persona se non sappiamo chi è la persona?»[1] Per parlare delle sfide del nuovo umanesimo, soprattutto per noi che abbiamo come missione l’educazione, non si può prescindere  da un ragionamento di consapevolezza sulla realtà in cui noi ci troviamo ad operare. Ed indubbiamente questa realtà ha un nome chiaro e preciso: postmodernità. Capire la postmodernità non è cosa semplice. Cercherò quindi di portare alla luce alcuni contributi per permetterci poi di ragionare meglio sulle sfide che questo comporta e quindi sugli impatti, più o meno chiari, che questo nuova visione antropologica porta nel nostro ambito educativo. Teniamo infatti presente che accade piuttosto spesso (e sempre più frequentemente) che chi si occupa di educazione si adagi sul compito di adeguare i mezzi agli obiettivi, pensando che essere “professionisti” dell’educazione (= possedere delle competenze in tale ambito), basti. Purtroppo però l’educazione (e lo sappiamo bene) non è una questione così tecnica (= la mera applicazione di un metodo non è di per se sufficiente a fare educazione). E’ compito infatti di ogni educatore quello di capire innanzitutto la realtà per trovare quindi i mezzi migliori per affrontarla. Dalla realtà emergono chiari degli obiettivi che si possono concretizzare e quindi poi viene applicata la tecnica che viene considerata come quella più efficace. Ricordiamo che una metodologia va intrisa di contenuti che devono sapersi adattare costantemente agli obiettivi e alla realtà di riferimento in cui opera. C’è anche un’ulteriore complicazione: l’educazione non è una competenza che si possa imparare in maniera nozionistica ma che prevede di sperimentarsi all’interno di una relazione. Le...
Il civismo nella formazione globale della persona

Il civismo nella formazione globale della persona

Don Paolo La Terra  1. Introduzione Lo statuto dell’Associazione Italiana delle Guide e Scout d’Europa Cattolici afferma all’art. 1 che il suo scopo è di formare “buoni cristiani e buoni cittadini”. Continuando, all’art. 2, lo stesso statuto afferma, tra le altre cose, che “Per realizzare tale scopo l’Associazione curerà nei giovani: … il senso della carità verso il prossimo e la preparazione alla vita sociale e civica”. In un’ottica di apertura alla realtà sociale, infine, l’art. 3 stabilisce operativamente che “L’Associazione … stabilisce rapporti di … collaborazione con enti ed associazioni che hanno come fine l’educazione dei giovani, i servizi civici e la protezione della natura”. Questi elementi, richiamati proprio nei primi articoli, cuore della natura e dei fini dell’Associazione, vengono sintetizzati con il termine “civismo”. Si tratta di un termine ricchissimo di significato e di risvolti, meritevoli di un approfondimento direttamente proporzionale alla rilevanza che ad esso è stata attribuita nell’ambito del metodo scout. La struttura di questo contributo seguirà lo stesso sviluppo dello statuto, così come è stato appena richiamato: a partire dall’art. 1 cercheremo di chiarire il senso di “buon cittadino” e della “cittadinanza”; in riferimento all’art. 2 faremo riferimento alle dimensioni umana e spirituale su cui la cittadinanza, vissuta a livello personale, si fonda; prendendo le mosse dall’art. 3, infine, allargheremo la visuale su un modello di cittadinanza “partecipativa”, che si esplica a livello sia intra che inter associativo.   2. “Buoni cittadini”: quale cittadinanza oggi? Il termine civismo deriva dal latino civis, a sua volta radice del termine civitas, città. Chi è il civis? Il civis è il cittadino nel pieno possesso dei suoi...
Verso l’Assemblea 2015

Verso l’Assemblea 2015

In   “Approfondimenti” le prime riflessioni sul tema “Camminare insieme per formare persone nuove“. E’ grazie ad una attenzione educativa forte verso la continuità metodologica e la proressione personale che il nostro metodo contribuisce alla formazione dell’uomo nella sua integralità, che per ogni cristiano significa un’adesione completa a Cristo,  un umanesimo in Gesù...
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