Brownsea

Brownsea

di Attilio Grieco ——– Una sperimentazione L’idea di un movimento educativo per i ragazzi non fu un lampo di genio o una intuizione improvvisa ma Robert Baden Powell (B.P.) la maturò poco a poco, arrivando ad essa dopo studi, letture, riflessioni e incontri con esperti interessati all’educazione delle giovani generazioni. Una volta definite le sue idee, B.P. ne parlò con chi avrebbe potuto aiutarlo a realizzare il suo progetto e, tramite amici comuni, arrivò all’editore Cyril Arthur Pearson, un filantropo ma anche un concreto uomo d’affari. Questi intuì la possibilità di avviare un’iniziativa utile per i ragazzi e anche un interessante affare economico per lui come editore. Pearson promise di pubblicare un manuale, che B.P. avrebbe scritto, suddiviso in fascicoli quindicinali da vendere nelle edicole dei giornali, e poi una rivista settimanale per continuare a mantenere i contatti con i ragazzi anche in seguito. Mise inoltre a disposizione di B.P. 1.000 sterline (circa 75.000 Euro attuali), un ufficio a Londra con alcuni dipendenti e finanziò anche un ampio giro di conferenze, che B.P. fece in numerose città della Gran Bretagna per propagandare lo Scautismo. Per decenni, poi, Pearson è stato l’editore di “Scouting for boys”, di molti libri di B.P. (che in tutta la sua vita ne scrisse una cinquantina) e di numerosissimi manuali scout inglesi. Però, prima di lanciare pubblicamente le sue idee, B.P. volle sperimentarle concretamente. Aveva, ad esempio, osservato che i ragazzi hanno la tendenza a riunirsi in piccoli gruppi ed aveva quindi ideato la Squadriglia Scout. Ma, come confessò poi lui stesso, non sapeva se, messi alla prova, i ragazzi avrebbero effettivamente obbedito al Capo...
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