SCAUTISMO 2.0: LA SFIDA DEL DIGITALE

Il Centro Studi ed Esperienze Scout Baden-Powell, sempre attento alla realtà dello scautismo italiano, ha organizzato il convegno SCAUTISMO 2.0: LA SFIDA DEL DIGITALE, con l’obiettivo non solo di conoscere gli studi e le ricerche su questo tema, avviate nelle varie associazioni scout nazionali e internazionali da alcuni anni, ma anche di verificare come sia possibile conciliare lo scouting con l’uso della telematica nelle sue varie forme, nei suoi riflessi sia tecnici che comportamentali. Per queste ragioni sono stati invitati relatori appartenenti alle diverse associazioni scout (AGESCI, FSE, CNGEI) e rappresentanti delle Associazioni Scout aderenti alla WFIS, in modo da avere un quadro il più completo possibile di quanto si sta facendo nell’ambito dello scautismo italiano. Inoltre sono stati presenti relatori appartenenti al mondo universitario e istituzionale per verificare i riflessi socio-pedagogici e comportamentali sui ragazzi. Il convegno si è svolto a Firenze, sabato 7 novembre 2015, ed hanno partecipato molti rappresentanti della nostra associazione, anche in qualità di relatori. Qui di seguito le relazioni dei nostri capi ed il programma della giornata: Locandina con il programma della giornata Attilio Greco: B.-P. e le tecnologie digitali Marco Bertoldi: Esperienze didattiche nell’uso degli strumenti digitali in una scuola primariaEsperienze didattiche scuola primaria Gipo Montesanto: #stilescout: essere scout al tempo della rete Qui alcune foto della...

Assemblea Generale 2015 – Convegno “Educazione nel piccolo gruppo”

Il convegno svoltosi durante l’Assemblea Generale 2015 e organizzato dal Centro Studi Scout d’Europa ha avuto come tema l’educazione nel piccolo gruppo. Ci si è soffermati sulla parola “insieme” del motto assembleare “Camminare insieme per formare persone nuove”. E’ stata richiamata la fondamentale modalità educativa che contraddistingue lo scautismo fin dalle sue origini; quella geniale intuizione di B.-P. sperimentata a Brownsea, oltre cent’anni fa. Il pensiero che ha originato l’idea del convegno su questo tema va spiegato in premessa. Una associazione educativa non può esimersi dal ri-vedere, ri-pensare e ri-generare le motivazioni e gli strumenti che rendono viva ed efficace la propria missione. E’ inoltre vitale, per essa, fare memoria delle persone che hanno testimoniato con tanta generosità e fecondità i valori che ne caratterizzano l’anima e l’azione. E’ una duplice attenzione che consente di non perdere il senso della continuità delle proprie scelte fondamentali e della propria storia. Solo così essa potrà generare, nel tempo, adeguate risposte educative per la formazione delle nuove generazioni. Con la pubblicazione del libro “Educazione nel piccolo gruppo: la Squadriglia” e la mostra degli acquerelli allestita a Soriano, si è cercato di unire questi due aspetti che, come evidente, sono complementari. La memoria di Luciano Furlanetto e l’attenzione da lui avuta, come Commissario Nazionale di Branca Esploratori e poi Commissario Generale, per uno degli strumenti fondamentali del metodo scout: la Squadriglia. Con le storie di vita di Squadriglia, da lui illustrate ad acquerello, Luciano ha voluto trasmettere con particolare sensibilità e precisione i valori educativi e metodologici del “sistema delle Pattuglie” ideato dal fondatore Baden-Powell. “Il sistema di Pattuglie è l’aspetto essenziale per...
Le sfide dell’educazione nella postmodernità

Le sfide dell’educazione nella postmodernità

Pierfrancesco Azzi «Non esiste pedagogia senza antropologia. Come possiamo educare la persona se non sappiamo chi è la persona?»[1] Per parlare delle sfide del nuovo umanesimo, soprattutto per noi che abbiamo come missione l’educazione, non si può prescindere  da un ragionamento di consapevolezza sulla realtà in cui noi ci troviamo ad operare. Ed indubbiamente questa realtà ha un nome chiaro e preciso: postmodernità. Capire la postmodernità non è cosa semplice. Cercherò quindi di portare alla luce alcuni contributi per permetterci poi di ragionare meglio sulle sfide che questo comporta e quindi sugli impatti, più o meno chiari, che questo nuova visione antropologica porta nel nostro ambito educativo. Teniamo infatti presente che accade piuttosto spesso (e sempre più frequentemente) che chi si occupa di educazione si adagi sul compito di adeguare i mezzi agli obiettivi, pensando che essere “professionisti” dell’educazione (= possedere delle competenze in tale ambito), basti. Purtroppo però l’educazione (e lo sappiamo bene) non è una questione così tecnica (= la mera applicazione di un metodo non è di per se sufficiente a fare educazione). E’ compito infatti di ogni educatore quello di capire innanzitutto la realtà per trovare quindi i mezzi migliori per affrontarla. Dalla realtà emergono chiari degli obiettivi che si possono concretizzare e quindi poi viene applicata la tecnica che viene considerata come quella più efficace. Ricordiamo che una metodologia va intrisa di contenuti che devono sapersi adattare costantemente agli obiettivi e alla realtà di riferimento in cui opera. C’è anche un’ulteriore complicazione: l’educazione non è una competenza che si possa imparare in maniera nozionistica ma che prevede di sperimentarsi all’interno di una relazione. Le...
Téchne verso un nuovo umanesimo

Téchne verso un nuovo umanesimo

Giuliano Furlanetto Chiamati dai nostri Vescovi a comprendere come progettare la nuova umanità, avendo in mente Gesù Cristo, anche la nostra Associazione educativa deve  porsi dei quesiti. A questi dovremo tentare di dare delle risposte, riandando ad appropriarci delle nostra grammatica pedagogica ed assumendo maggiore consapevolezza educativa. Aprendo gli occhi sul nostro modo di educare ci verrà diretto il vedere come il nostro, quello dello Scoutismo, sia un metodo, un sistema educativo, che si basa sul fare, sull’imparare facendo. Il saper far bene le piccole cose, il realizzare il necessario per essere comodi e il fare per comprendere il nostro essere in relazione. In questa lunga progressione fatta di Pista, Sentiero e Strada si pongono davanti ai nostri ragazzi tante cose da fare. Tante cose da fare che stuzzichino il saper sognare, il sapersi porre delle mete, qualcosa da raggiungere. Il qualcosa da fare che sia interessante da svolgere perché ha una sua utilità ed una sua bellezza. Parlando di questo qualche cosa da fare, introduciamo un elemento caratteristico dello Scoutismo, che è la Tecnica. Tecnica in senso stretto di saper realizzare delle costruzioni tramite svariate modalità, come in senso più ampio come il saper segnalare tramite il semaforico, ampliando il raggio con la tecnica dell’espressione ad imparare appunto ad esprimersi a comunicare. Nel suo senso ancora più ampio possiamo caratterizzare il termine tecnica che implica l’adozione di un metodo, di una strategia identificando precisamente gli obiettivi e chiarendo i mezzi più adatti per raggiungerli. La tecnica, dal greco τέχνη- téchne, è dunque l’arte  con l’accezione di perizia, del saper fare, saper operare è l’insieme delle norme applicate e...
Il civismo nella formazione globale della persona

Il civismo nella formazione globale della persona

Don Paolo La Terra  1. Introduzione Lo statuto dell’Associazione Italiana delle Guide e Scout d’Europa Cattolici afferma all’art. 1 che il suo scopo è di formare “buoni cristiani e buoni cittadini”. Continuando, all’art. 2, lo stesso statuto afferma, tra le altre cose, che “Per realizzare tale scopo l’Associazione curerà nei giovani: … il senso della carità verso il prossimo e la preparazione alla vita sociale e civica”. In un’ottica di apertura alla realtà sociale, infine, l’art. 3 stabilisce operativamente che “L’Associazione … stabilisce rapporti di … collaborazione con enti ed associazioni che hanno come fine l’educazione dei giovani, i servizi civici e la protezione della natura”. Questi elementi, richiamati proprio nei primi articoli, cuore della natura e dei fini dell’Associazione, vengono sintetizzati con il termine “civismo”. Si tratta di un termine ricchissimo di significato e di risvolti, meritevoli di un approfondimento direttamente proporzionale alla rilevanza che ad esso è stata attribuita nell’ambito del metodo scout. La struttura di questo contributo seguirà lo stesso sviluppo dello statuto, così come è stato appena richiamato: a partire dall’art. 1 cercheremo di chiarire il senso di “buon cittadino” e della “cittadinanza”; in riferimento all’art. 2 faremo riferimento alle dimensioni umana e spirituale su cui la cittadinanza, vissuta a livello personale, si fonda; prendendo le mosse dall’art. 3, infine, allargheremo la visuale su un modello di cittadinanza “partecipativa”, che si esplica a livello sia intra che inter associativo.   2. “Buoni cittadini”: quale cittadinanza oggi? Il termine civismo deriva dal latino civis, a sua volta radice del termine civitas, città. Chi è il civis? Il civis è il cittadino nel pieno possesso dei suoi...

-> Lettera del Presidente 5 marzo 2015

Sorelle Capo e fratelli Capi, nel prossimo fine settimana avranno luogo gli Incontri Regionali Capi: nelle quattro Regioni si avrà modo di riflettere insieme sulle tematiche assembleari e verificare le disponibilità dei Capi ad essere eletti nel Consiglio Nazionale. È questa una tappa importante nel percorso di avvicinamento alla prossima Assemblea Generale. Nel contesto della Regione sicuramente ciascuno di noi potrà condividere con gli altri quanto sta maturando a livello personale e nelle strutture locali, in vista già dell’incontro nazionale dell’1-2-3 maggio che si svolgerà a Soriano nel Cimino presso la nostra Base Nazionale “Brownsea”. Il processo di preparazione ha visto coinvolti i vari organismi nazionali, primo fra tutti il Consiglio Nazionale, permettendo di focalizzare il tema e le modalità di lavoro nel solco di quanto già vi avevo anticipato lo scorso settembre. Il motto scelto per la XIII Assemblea Generale è: “Camminare insieme per formare persone nuove”, nostra rielaborazione e citazione di vari discorsi e interventi di Papa Francesco (vedi allegato). Esso riassume e declina l’intenzione, già espressa, di legare i nostri lavori al cammino della Chiesa italiana (“In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”) in relazione alla “completezza del metodo scout nella continuità, nella comunitarietà, nella spiritualità”. A questo motto abbiamo voluto abbinare un simbolo grafico che qui vi presento, e che, in sintonia con il tema proposto, riassume il concetto dei 4 punti di B.-P. illuminati e radicati nella vita di fede. Vogliamo sottolineare la finalità dell’educazione integrale dell’uomo secondo la concezione cristiana mediante il metodo scout. Buon Incontro Regionale, buona strada, e …a presto vederci! Roma, 5 marzo 2015 Giuseppe Losurdo   ALLEGATO   CAMMINARE INSIEME...
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